Messico: ragazzo non ancora dodicenne apre il fuoco in una scuola e si uccide, due morti e sei feriti. Vescovi, “violenza ha raggiunto l’infanzia”

È di due morti (una insegnante e lo studente che si è ucciso dopo aver aperto il fuoco) il bilancio della sparatoria avvenuta questa mattina all’interno della scuola Cervantes di Torreón, città messicana che si trova nello Stato settentrionale del Cohauila. Uno studente, non ancora dodicenne, in possesso di due armi, una di basso calibro e una di alto calibro, è entrato nella scuola e ha sparato verso insegnanti e studenti, quindi si è ucciso. Una insegnante, come detto, è morta; risultano, poi, secondo quanto riportano i mezzi d’informazione messicani, sei feriti (un insegnante e cinque ragazzi, due dei quali definiti in condizioni gravi).
“Preghiamo per i feriti e i morti nella sparatoria”, si legge in un tweet diffuso dalla Conferenza episcopale messicana, nel quale si aggiunge: “Condanniamo profondamente che l’ambiente di violenza abbia raggiunto la nostra infanzia messicana. Chiediamo a Santa Maria di Guadalupe di coprire con il suo manto” coloro che sono coinvolti in questo fatto, e in questo momento di dolore.

Mons. Luis Martín Barraza Beltrán, vescovo di Torreón, è intervenuto poco fa con una nota nella quale, oltre a elevare la propria preghiera per le vittime, scrive: “Ascoltare queste notizie ci riempie di dolore e ci fa elevare al cielo il nostro sguardo, per trovare consolazione e pace”.
Prosegue il vescovo: “Chiediamo a tutte le famiglie della nostra regione di unirci in preghiera per le vittime mortali e per i feriti di questa tragedia. Sforziamoci ogni giorno perché l’unione familiare e il dialogo ci permettano di costruire nuove relazioni, basate sull’amore e sul rispetto per le persone”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Riepilogo