“Chi è a Madrid, è di Madrid. E dunque anch’io sto in mezzo a voi come un madrileno: grazie, Madrid, per questo benvenuto, che mi fa sentire parte di una grande, meravigliosa famiglia in cui, come in tutte le famiglie, avvengono miracoli d’amore”. È il saluto del Papa agli operatori e agli assistiti del progetto sociale “Cedia 24 horas”, che a Madrid accoglie persone senza fissa dimora. “In questa casa, nessuno è lasciato solo”, ha proseguito Leone XIV in spagnolo: “Qui la gioia e il dolore di ciascuno sono la gioia e il dolore di tutti e, nell’ascolto reciproco, le sfide si affrontano insieme, senza ignorare la complessità delle situazioni e al tempo stesso senza venir meno alle esigenze della carità e della giustizia, nel dialogo con tutti coloro che si preoccupano seriamente dell’uomo e del suo mondo”. “Grazie a un sogno, e a una piccola porta aperta, Niurka ha dato ad Ares e Atenea la vita, il suo amore di mamma, la grazia del Battesimo e la promessa di un futuro felice”, il riferimento alle testimonianze ascoltate poco prima: “Grazie a un sogno e alla stessa piccola porta, Khadri ha affrontato il tunnel buio della pandemia e un viaggio pieno di incognite. Con l’aiuto di chi gli ha teso una mano, mostrandogli di stimarlo e di credere in lui, ha trovato un lavoro e soprattutto la voglia rinnovata non solo di continuare il cammino, ma di essere a sua volta di sostegno ad altri, come altri lo hanno sostenuto”. “Sempre grazie a un sogno e alla medesima piccola porta, ogni giorno Alicia e gli altri volontari del Progetto speranza aiutano tante donne a ritrovare dignità, autonomia, speranza e rispetto del valore sacro della loro persona, e a iniziare una vita nuova”, l’omaggio del Papa.