“La mia vera inquietudine è che sprechiamo di nuovo l’opportunità di rivoluzionare il modo in cui viviamo” sono le parole che Mafe de Baggis, docente, scrittrice e digital media strategist, ha usato oggi per rispondere alle domande “come si risponde all’inquietudine nell’era dell’intelligenza artificiale?”, “quale ruolo e quale futuro per giornalisti e comunicatori?”, al centro del panel dedicato all’AI e alla comunicazione durante la terza giornata di YouTopic Fest 2026, a Rondine Cittadella della Pace. “Dopo tanti anni, sono ancora innamorata di internet e dei social media perché sono cresciuta in una società in cui era difficile ‘hackerare’ le tecnologie -ha aggiunto de Baggis- Gli strumenti sono pericolosi quando vengono usati per millantare il sapere. La colpa non è degli strumenti quindi, ma dell’umano che li usa in modo improprio”. Federico Taddia, giornalista, autore televisivo e radiofonico e scrittore italiano, specializzato nella divulgazione scientifica e culturale per ragazzi, analizza proprio la loro angoscia di fronte all’Intelligenza artificiale, che percepiscono spesso come una minaccia. Taddia riconduce questo senso di angoscia a tre motivazioni: “la prima è che ci sia qualcosa, e non qualcun altro, a disegnare il futuro; la seconda è la paura di diventare giovani obsoleti: sei nel momento in cui stai costruendo il tuo domani, se tutto va così veloce, ti vedi già vecchio; infine è come se l’intelligenza artificiale togliesse l’errore, che è alla base dell’essere umano”. Tuttavia, per Taddia “l’AI è una grande opportunità, ma si coglie solo se hai avuto spazi per sviluppare l’intelligenza analogica. Dobbiamo rimettere al centro non solo il saper fare, ma rigiocare l’opzione del saper essere”. Irene Funghi, giornalista di Avvenire, si è soffermata sugli sviluppi delle nuove tecnologie che possono generare dei rischi per l’uomo. “La Chiesa, come una madre che vede il figlio piccolo maneggiare un oggetto nuovo, si preoccupa del bene dell’umanità”, ha commentato. Riferendosi all’enciclica Magnifica Humanitas, ha aggiunto: “La Chiesa indica la strada del Vangelo come quella in cui riconosce il bene, insistendo tanto sull’urgenza di tornare a costruire democrazia”. L’enciclica di Leone XIV “dice tante cose che valevano anche prima, ma sono urgenze che con l’AI si acuiscono”, ha concluso Funghi. Da Diletta Huyskes, ricercatrice ed esperta di etica delle tecnologie e impatto sociale dell’AI, sono arrivate rassicurazioni: “No, non sostituirà l’essere umano. È una risposta scientifica. Per ora questa ipotesi rimane fantascienza”. Huyskes mette però in guardia: l’interazione con l’intelligenza artificiale “non è dialettica, voi state parlando a voi stessi, come uno specchio”. Per la ricercatrice, inoltre, tutti i campi minacciati dall’avanzare di queste nuove tecnologie erano territori con profonde spaccature preesistenti: scuola, università, lavoro; adesso però i limiti a cui siamo di fronte sono evidenti e dobbiamo farci i conti”.