“Scegliamo la chiarezza che illumina e la franchezza che apre vie. Non benediciamo entusiasmi ingenui, non alimentiamo paure sterili. Piuttosto, indichiamo criteri di discernimento – dignità della persona, destinazione universale dei beni, opzione per i poveri, cura della Casa comune, pace – e traduciamoli in prassi: progettazione responsabile, valutazioni d’impatto umano e sociale, inclusione dei più fragili, alfabetizzazione digitale, ricerca e industria orientate alla giustizia e alla pace. Evitiamo parole che umiliano o contrappongono”. È una vera e propria indicazione di rotta, sulla scorta della Magnifica Humanitas, quella indicata dal Papa alle autorità, alla società civile e al corpo diplomatico, nel suo primo discorso a Madrid. “E’ possibile ripensare tutto”, come ci ha insegnato Ignazio di Loyola, che “ebbe questa audacia, dando credito alle tristezze e alle consolazioni del suo cuore, in un esercizio di discernimento e di immaginazione per cui alle armi preferì la pace, ai potenti i santi”. “Capì che non era utopia il bene da cui si sentiva attratto e allora la sua crisi si trasformò in grazia”, ha attualizzato il Papa: “Lo stesso può avvenire riguardo alle ‘cose nuove’ che oggi ci turbano e su cui le nostre sensibilità al momento si dividono”.