Migranti: Croce Rossa, a Lampedusa accolte oltre 180mila persone in tre anni. Valastro, “il mar Mediterraneo sia ponte e non cimitero”

Sono 182.806 le persone migranti accolte in tre anni nell’hotspot Cri di Lampedusa. Dal 1° giugno 2023, giorno in cui la Croce Rossa italiana ha preso in gestione la struttura di Contrada Imbriacola, fino al 31 maggio 2026, è stata prestata assistenza a 4.147 sbarchi. Tra chi è arrivato sul molo Favaloro, il 73% è di genere maschile, il 7% donna, il 4% minori accompagnati e il 15% minori stranieri non accompagnati. In tre anni di intenso lavoro, sono state 9.697 le vulnerabilità e i bisogni sanitari specifici presi in carico e segnalati, in crescita costante dal 2023, mentre nei primi sei mesi del 2026 sono stati registrati 6.435 arrivi, meno della metà rispetto allo stesso periodo del 2025.
“Dietro migliaia di volti e storie, ognuna unica e degna di attenzione, i numeri ci raccontano di un impegno costante: da tre anni, la Croce Rossa presta assistenza e supporto alle migliaia di esseri umani che arrivano sulla piccola isola siciliana, il primo approdo per chi cerca di raggiungere l’Europa al termine di viaggi lunghi e pericolosi”, afferma Rosario Valastro, presidente nazionale della Croce Rossa italiana. L’hotspot, ha ricordato “è il primo luogo sulla terraferma nel quale si sentono al sicuro, perché a Lampedusa, come in tutti i porti del Paese, il nostro Emblema significa ascolto e protezione”.
La Cri – viene sottolineato in un comunicato – è presente nei principali approdi italiani per garantire cure mediche, distribuzione di beni essenziali, supporto psicologico e ricongiungimenti familiari. Competenze maturate in quasi quindici anni di assistenza ai migranti che hanno permesso di accettare e vincere la sfida della gestione dell’hotspot di Lampedusa. “La struttura di Contrada Imbriacola – commenta Valastro – è ormai parte della comunità lampedusana, riconosciuta a livello nazionale e internazionale come un presidio di umanità in cui volontari e operatori sono impegnati ogni giorno a restituire dignità a chi, lasciando indietro vite e luoghi, ha rischiato tutto per un futuro diverso, lontano da conflitti, violenze, povertà. Siamo lì perché la Croce Rossa non lascia solo nessuno. Continueremo a tendere la mano da quel molo, perché il mar Mediterraneo sia ponte e non cimitero”.

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