Anche nell’era dell’intelligenza artificiale, “la costruzione di Babele o quella di Gerusalemme inizia in ognuno di noi”. È quanto scrive Leone XIV nell’enciclica Magnifica Humanitas, citando direttamente Agostino, come rileva p. Juan Antonio Cabrera Montero, degli agostiniani, preside del Pontificio Istituto Patristico Augustinianum, in un’analisi pubblicata sul sito dell’Ordine di Sant’Agostino. Cabrera Montero individua nella struttura teologica del documento una chiave agostiniana esplicita: “Sant’Agostino descrive la storia umana come un campo di battaglia tra due amori: l’amore di Dio fino al disprezzo di sé stessi, la città celeste; l’amore di sé stessi fino al disprezzo di Dio, la città terrena”. Sul tema della pace, Leone XIV richiama il commento agostiniano al Salmo 85: “Nessuno non desidera la pace, ma non tutti vogliono praticare la giustizia”. La conclusione dell’enciclica riprende il motto episcopale di Leone XIV – “in Illo uno unum”, in Colui che è uno, noi siamo uno – anch’esso tratto da Agostino. Per Cabrera Montero, questa scelta non è ornamentale: “ogni azione ecclesiale scaturisce dal desiderio di ricostruire la città che Dio ha destinato all’umanità, strutturata nell’unità e fondata sull’amore, in Cristo stesso”.