“In un momento così difficile per il mondo, attraversato da un malefico vento di guerra, lei è qui a riannodare alla corona del Rosario della Beata Vergine Maria tutte le ragioni che continuano a indicare la via della fratellanza, del dialogo e della pace”. Lo ha detto mons. Tommaso Caputo, arcivescovo prelato di Pompei e delegato pontificio per il santuario di Pompei, ringraziando il Papa al termine della messa e della Supplica da lui presieduta all’esterno del santuario, davanti a 20mila persone. “La sua visita, nel primo anniversario del pontificato, dà nuova vita al cuore della ‘Nuova Pompei’, qual è il santuario, di cui proprio oggi si compiono i 150 anni dalla posa della prima pietra. E quest’altro 8 maggio entra nella storia di Pompei, come legame di amore e di incrollabile fedeltà al Papa e alla Santa Madre Chiesa”. “È più che mai viva, soprattutto oggi alla Sua presenza, l’eco della canonizzazione del nostro Fondatore, san Bartolo Longo, da Lei elevato all’onore degli altari lo scorso 19 ottobre”, ha proseguito il presule: “siamo certi che dal cielo egli gioisce per Papa Leone, un nome a lui particolarmente caro per il forte sostegno avuto da Leone XIII nella fondazione del santuario. Oggi con Lei si apre per noi un cammino nuovo di questo annuncio perché la Sua presenza ci ricorda che nell’unico Cristo noi siamo uno”.