“Come raccontare una storia di immigrazione a bambine e bambini? Come trasmettere i valori dell’accoglienza, della solidarietà e della cura dell’altro, con un linguaggio capace di parlare ai più piccoli?”. La Casa della Carità ha pensato di farlo realizzando un fumetto, che viene donato ad alunne e alunni delle scuole milanesi con cui collabora o ai bambini che visitano la “Biblioteca del confine”, la biblioteca che si trova nella sede della Fondazione, in via Francesco Brambilla 10 a Milano. “Il sogno di Faiza. Dal Marocco all’Italia con il calcio nel cuore” – questo il titolo del fumetto – è stato scritto e disegnato da Alice Micol, giovane diplomata della Scuola internazionale di Comics – sede di Milano, ed è stato realizzato grazie al contributo della Fondazione Bussone Pisarra.
“Il nome della protagonista è di fantasia, ma – spiega un comunicato – il suo percorso è ispirato alla storia vera di una ragazza marocchina arrivata a Milano in cerca di lavoro che, rimasta sola e senza un luogo dove vivere, ha chiesto aiuto alla Casa della Carità, dove è stata ospitata per alcuni anni. Attraverso parole e immagini adatte ai più piccoli, l’obiettivo del fumetto è quello di raccontare loro cosa significa lasciare il proprio Paese in cerca di un futuro migliore, vivere in strada, chiedere aiuto, essere accolti e diventare parte di una nuova comunità. Quella di Faiza è una storia che vuole rappresentare l’esperienza di tante altre persone, che ogni giorno trovano ospitalità, ascolto e aiuto alla Casa della Carità”.
Dice Cecilia Trotto, responsabile settore Cultura della Casa della Carità: “Parlare di questi temi anche a un pubblico così giovane significa fornire qualche strumento in più, qualche storia concreta intesa come esperienza, che consenta di comprendere meglio la realtà che già di per sé molti bambini e bambine vivono a scuola e nel proprio circuito sociale. Le scuole con cui collaboriamo sono tutte un modello concreto di convivenza tra culture, lingue e provenienze differenti, spesso però sono ancora bisognose di uno spazio di dialogo sulla diversità linguistica e culturale e di una valorizzazione di questa molteplicità come opportunità. Faiza e il suo racconto, così come gli incontri con gli operatori della Casa, le letture multilingue in biblioteca sono frutto di un bisogno che è nato proprio dal nostro pubblico più giovane, dagli insegnanti e dalle famiglie”.