Medio Oriente: Aram I (Catholicos), “fermare la guerra e proteggere le popolazioni civili”

Un appello alla cessazione immediata delle operazioni militari, alla tutela delle popolazioni civili e alla costruzione di una pace duratura fondata sul dialogo e sul rispetto del diritto internazionale. È quanto chiede il Catholicos Aram I, guida della Santa Sede di Cilicia della Chiesa apostolica armena, in un messaggio rivolto alle comunità armene del Medio Oriente alla luce della grave escalation militare nella regione. Nel testo, il Catholicos afferma di seguire con “profonda preoccupazione” l’evoluzione della guerra che sta coinvolgendo diversi Paesi mediorientali. Secondo Aram I, le operazioni militari contro l’Iran da parte degli Stati Uniti e di Israele stanno assumendo “dimensioni sempre più complesse e rischiano di allargarsi ulteriormente, coinvolgendo l’intera regione e forse anche oltre. L’incertezza cresce, il caos si diffonde, aumenta il numero delle vittime e dei feriti, si ampliano le distruzioni e cresce il numero dei rifugiati”, osserva il Catholicos. Tutti i Paesi del Medio Oriente, seppure con intensità diverse, stanno subendo le conseguenze del conflitto sul piano della sicurezza, della stabilità sociale ed economica e della vita politica. In particolare, sottolinea Aram I, Iran e Libano continuano a sperimentare in modo diretto e particolarmente duro gli effetti della guerra. Il Catholicos ricorda che comunità armene sono presenti in tutti i Paesi interessati dalla crisi. Nei giorni scorsi il Catholicosato ha stabilito contatti con i prelati, i responsabili delle diocesi e i leader delle comunità locali per raccogliere informazioni sulla situazione e offrire orientamenti pastorali. “La sicurezza e il benessere delle nostre comunità restano la nostra priorità assoluta”, afferma il messaggio. Aram I sottolinea anche il contributo delle comunità armene alla convivenza nei Paesi in cui vivono, ricordando come esse abbiano sempre dimostrato un forte senso civico, rispettando le leggi degli Stati e sostenendo gli sforzi per la giustizia e la pace. Nel messaggio non manca la vicinanza alle vittime del conflitto. Il Catholicos esprime le proprie condoglianze alle famiglie dei morti, augura una pronta guarigione ai feriti e auspica che i rifugiati possano tornare presto e in sicurezza nelle loro case. Infine, Aram I invita le comunità armene della regione a rimanere vigili, a rafforzare la solidarietà interna e a fare riferimento alle chiese e alle istituzioni comunitarie, seguendo le indicazioni delle autorità civili e prestando particolare attenzione ai bisogni delle famiglie più colpite. Allo stesso tempo, chiede alla diaspora armena, alle organizzazioni e ai benefattori di essere pronti a sostenere le comunità che dovessero subire le conseguenze più gravi del conflitto. Il Catholicos conclude con una preghiera per la pace e la sicurezza del Medio Oriente, per la comprensione reciproca tra i popoli e per la protezione delle comunità armene presenti nella regione.
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