“Quanto sangue vi basta? Quanto dolore deve ancora attraversare la storia perché comprendiate che state trafficando non con merci, ma con figli, con madri, con volti, con carne amata da Dio?”. È il cuore della “Lettera ai mercanti della morte” firmata dal card. Mimmo Battaglia, arcivescovo metropolita di Napoli, un testo profetico e accorato rivolto ai produttori e venditori di armi. “Vi scrivo da questa terra che trema. Trema sotto i passi dei poveri, sotto il pianto dei bambini, sotto il silenzio degli innocenti, sotto il rumore feroce delle armi che avete costruito, venduto, benedetto dal vostro cinismo”, scrive il cardinale. Al centro della lettera, la denuncia di una logica che trasforma la guerra in investimento: “Non c’è sicurezza dove si semina morte. Non c’è futuro dove si educano i giovani al sospetto. Non c’è giustizia se la ricchezza di pochi si fonda sul lutto di molti”. Il card. Battaglia chiede ai destinatari non solo di fermarsi, ma di “convertirsi”: “Significa avere il coraggio, finalmente, di perdere denaro per salvare uomini”. E conclude con una supplica: “Restituite il futuro. Restituite il respiro. Restituite i figli alle madri, i padri alle case, i sogni alla terra. Restituitevi alla vostra umanità”.