“Una storia di sport e riscatto. Un personaggio che parte sconfitto e ha una possibilità di rialzare la testa. Il regista era molto interessato a ricalcare il rapporto insegnante-allievo di ‘Million Dollar Baby’ di Eastwood”. Così Luca Argentero parlando della serie Netflix “Motorvalley”, dal 10 febbraio, con la regia di Matteo Rovere (anche ideatore), Pippo Mezzapesa e Lyda Patitucci, una produzione Groenlandia – Banijay. Nel cast Giulia Michelini e Caterina Forza.
Rovere ha dichiarato ricordando il suo “Veloce come il vento” del 2016: “Un film che mi è rimasto nella pelle. La Motorvalley, dal Nord delle Marche fino alla Romagna, da cui viene parte della mia famiglia, credo che abbia delle caratteristiche uniche: epicità, sensazione del limite, giornate segnate dal pericolo e dall’idea che le passioni possano diventare qualcosa che si fa per vivere”. Ancora il regista: “La velocità nella serie è un motore di emozioni e si lega alle istanze umane dei personaggi, che hanno avuto un problema di equilibrio. La serie parla di controllo, di saper gestire il cosiddetto ‘punto di curva’. Un richiamo metaforico alla vita”.
La sceneggiatrice Francesca Manieri: “Una ‘racing series’, perché alla base c’è un campionato da vincere; è poi un “car action” fatto di corse e salti, ma anche family drama. La serie affronta personaggi rotti in cerca di una seconda chance, come ‘Rocky’”. Infine, Filippo Rizzello (Netflix): “Un progetto originale, che conferma la nostra attitudine a scommettere su generi e storie non percorsi, qui con una componente action mai sviluppata in una serie italiana”.