La Commissione esecutiva della Conferenza episcopale argentina è intervenuta sabato, in occasione della memoria di san Giovanni Bosco, rispetto alle proposte sull’abbassamento dell’età a 13 anni per essere imputabili di reati, vista spesso “come unica risposta dello Stato davanti a situazioni dolorose che colpiscono la società”. Scrivono i vescovi: “Ispirati dal lascito di Don Bosco, avvertiamo che incentrare il dibattito quasi esclusivamente sulla pena tende a lasciare in secondo piano ciò che è realmente necessario, ovvero tutto ciò che previene, educa e accompagna. La Chiesa è vicina al dolore straziante delle famiglie e delle comunità vittime di questi reati; tuttavia, insistiamo sul fatto che una discussione focalizzata solo sull’età dei minori coinvolti corre il rischio di semplificare una realtà molto più complessa che interpella la famiglia, la scuola, la comunità e lo Stato. La sfida è più ampia: pensare percorsi che proteggano, educhino e accompagnino, e non solo risposte che arrivano quando il danno è ormai compiuto”. La figura di san Giovanni Bosco “illumina con forza questo cammino, poiché egli non negava i conflitti, ma con il suo sistema preventivo scommise sulla presenza vicina degli adulti, sull’educazione, sul lavoro e sulla vita comunitaria. Alla luce del suo lascito e dei centocinquant’anni di presenza salesiana in Argentina, la Chiesa insiste su una proposta positiva fondata sull’educazione e sulla prevenzione. La sfida è rafforzare politiche educative che costruiscano il futuro, piuttosto che dibattiti che approfondiscono le divisioni”.