Monachesimo: Dom Fossas (Abate presidente) “La Regola di san Benedetto è una Regola per tutti”

(Foto E. Giannese/Sir)

“Rendere grazie a Dio per questi 1300 anni significa farlo con il riferimento al Principio che ci guida nell’impegno della nostra vocazione monastica, un anniversario che va vissuto sempre guardando in avanti”. Con queste parole, dom Ignasi Fossas, Abate presidente della Congregazione Sublacense Cassinese dell’Ordine di San Benedetto, ha salutato l’avvio, nei giorni scorsi, delle celebrazioni per i 1300 anni dell’Abbazia benedettina della Novalesa (To). “Tutti i monaci, che seguono la Sequela Christi secondo san Benedetto – ha ricordato l’Abate – vivono questa prospettiva. Nel luglio dello scorso anno, ad esempio, in Vietnam i nostri monasteri hanno celebrato 90 anni di presenza: per noi europei è un tempo brevissimo. Ciò che conta davvero, però, non è la durata, ma il fondamento su cui poggia questo cammino: Cristo risorto, vero Dio e vero uomo, l’unico capace di colmare il cuore umano e di renderlo sempre nuovo. È da Lui – ha rimarcato il monaco – che nasce un impegno possibile sul piano umano, ma realizzabile pienamente solo per il dono della grazia”. A margine delle celebrazioni, dom Fossas, ha rilasciato al Sir alcune considerazioni riguardanti l’attualità dello spirito benedettino oggi: “quella che chiamiamo spiritualità benedettina, in fondo è la spiritualità cristiana – ha spiegato -. La sequela Christi, l’essere discepoli di Cristo, è il cuore di tutto: la preghiera, la lettura della Bibbia, il lavoro, la conoscenza di sé e la crescita interiore vissuta in comunità. I monaci non sono altro che persone cristiane che vogliono vivere da discepoli del Signore e questo fa sì che la cosiddetta spiritualità monastica serva per tutti”. Proprio a partire da questa concezione, dom Fossas ha parlato anche di una “declinazione laica” di tale spiritualità: “In tutti i monasteri ci sono oblati, che sono laici, che vivono questa spiritualità, esistono poi applicazioni della Regola per la vita familiare e persino per il mondo del lavoro e dell’impresa. È una regola che può essere declinata in contesti diversi”. Dom Fossas ha precisato come le virtù benedettine siano tutt’oggi vive: “La virtù è qualcosa che rimane, che si conserva; ciò che cambia è l’oggetto a cui viene applicata, come la disciplina per esempio, basti pensare ai giovani che si dedicano allo sport. La vera sfida è aiutare i nostri contemporanei a ricordare che, accanto ad altri oggetti di queste virtù, esistono quelli fondamentali della vita: Dio, la salvezza, l’essere discepoli di Cristo. In una parola: l’amore”. Proprio sul tema dell’amore dom Fossas ha concluso: “L’amore per Dio e l’amore di Dio per noi prima di tutto che è la sorgente dell’amore per gli altri”.

 

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