(Ventotene) L’arrivo a Ventotene della vicepresidente di Taiwan, Hsiao Bi-Khim, è la grande sorpresa della seconda edizione della Conferenza europea per la libertà e la democrazia. Ma anche un caso internazionale. “Ventotene o Taiwan, nessun’isola è così piccola da non avere voce e nessuna società è così piccola per non avere libertà”, dice la vicepresidente. La presenza di Hsiao Bi-Khim è rimasta secretata fino all’ultimo per ragioni di sicurezza: al momento della notizia, i portavoce del governo di Pechino hanno definito il suo viaggio in Italia “un atto deplorevole”, puntando il dito contro Roma e Bruxelles. Situata a 150 chilometri dalle coste cinesi, l’isola di Taiwan è una realtà all’avanguardia nel campo delle tecnologie e della medicina, da tempo nel mirino della Cina che la considera parte integrante del proprio territorio senza riconoscerne l’autonomia. Mentre il sole cala dietro Punta Eolo, dove riposano le spoglie di Altiero Spinelli, Hsiao Bi-Khim assicura che il popolo taiwanese “ama la pace”, senza però negare la necessità di “fare di più per rafforzare la nostra difesa davanti alle minacce dei grandi Paesi”. Non con l’intento di fare la guerra, specifica, “ma come deterrente e strumento per perseguire la pace” e da unire, conclude la vicepremier, al “dialogo inteso come soluzione anche per i problemi che sembrano più difficili”. Hsiao Bi-Khim utilizza la metafora dei gatti per dipingere la situazione della sua isola: animali piccoli e docili ma anche resilienti, in grado di “spiccare grandi salti”. Un richiamo al presente – ma soprattutto al futuro – di Taiwan, con la consapevolezza che “quando stai dal lato giusto della storia, la tua influenza è maggiore della dimensione della tua isola e del tuo popolo e noi vogliamo continuare ad avere la possibilità di parlare al mondo intero”.