R.D. Congo: oltre 60 civili uccisi e 25 mila nuovi sfollati, l’Onu rafforza la risposta all’epidemia di Ebola

Si aggrava la crisi umanitaria nella Repubblica democratica del Congo, dove la ripresa delle violenze al confine tra le province di Ituri e Nord Kivu sta provocando nuove vittime e sfollamenti in aree già colpite dall’epidemia di Ebola. Lo riferisce l’Ocha-Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, secondo cui dal 12 luglio almeno 60 civili sono stati uccisi, tra cui 30 persone morte mercoledì nel territorio di Mambasa a seguito di una serie di attacchi contro i villaggi della zona. Nelle ultime settimane oltre 25 mila sfollati hanno raggiunto il territorio di Beni, nel Nord Kivu, trovando riparo presso famiglie già vulnerabili o in edifici abbandonati. La recrudescenza delle violenze interessa territori nei quali proseguono gli interventi sanitari contro Ebola, che ha ormai causato più di mille vittime. Nella provincia nordorientale di Tshopo, intanto, il primo ministro Judith Suminwa Tuluka ha visitato Kisangani insieme al coordinatore umanitario delle Nazioni Unite, Damien Mama, e al coordinatore Onu per Ebola, Julian Harneis, dopo la segnalazione di nuovi casi che fanno temere la diffusione del virus lungo il fiume Congo. Le Nazioni Unite e i partner umanitari stanno intensificando gli interventi, ampliando i centri di cura, rafforzando le misure di prevenzione del contagio e predisponendo procedure sicure per le sepolture. L’Onu rinnova infine l’appello alla protezione dei civili e a garantire un accesso umanitario sicuro e continuativo alle popolazioni colpite.

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