Adolescenti: Iss, “necessari interventi precoci e integrati per gaming, gioco d’azzardo e uso problematico dei social media”

Sono circa 340.000 studenti con un profilo di gioco d’azzardo a rischio o problematico. Lo certifica l’indagine nazionale “Dipendenze comportamentali nella Generazione Z 2.0”, realizzata tra ottobre e dicembre 2025 dal Centro nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto superiore di sanità, in collaborazione con il Dipartimento per le Politiche contro la droga e le altre dipendenze della Presidenza del Consiglio dei ministri. Lo studio è stato rilanciato ieri dall’Iss.
Il gioco d’azzardo, attività vietata ai minori di 18 anni, continua a coinvolgere una quota significativa di adolescenti. Tra gli studenti di 11-13 anni il 10,6% dichiara di aver giocato d’azzardo negli ultimi dodici mesi, mentre tra i 14-17enni la percentuale sale al 22,1%.
Complessivamente si stimano circa 340.000 studenti italiani con un comportamento di gioco d’azzardo a rischio o problematico. I profili più critici risultano associati a propensione al rischio, impulsività e aggressività elevate, difficoltà del sonno, sintomi ansiosi e depressivi, esperienze di cyberbullismo e minore monitoraggio da parte degli adulti.
Particolarmente critica è la modalità di gioco online: tra i 14-17enni che giocano esclusivamente online, i giocatori problematici sono il 20%, contro il 13,7% di chi gioca esclusivamente in luoghi fisici. Il dato rafforza la necessità di impedire l’accesso dei minorenni alle piattaforme di gioco d’azzardo attraverso sistemi affidabili di verifica dell’età e controlli efficaci.
L’uso problematico dei social media interessa l’1% degli studenti di 11-13 anni (circa 15.900 ragazzi) e il 2,1% dei 14-17enni (circa 48.600 studenti), registrando un calo rispetto al 2022.
Il dato positivo non elimina tuttavia la necessità di attenzione verso gli studenti per i quali l’uso dei social diventa eccessivo e compulsivo, interferendo con il sonno, lo studio, le relazioni e il benessere psicologico.
“I risultati – afferma Simona Pichini, direttore del Centro nazionale Dipendenze e Doping dell’Iss – mostrano che gaming, gioco d’azzardo e uso problematico dei social media non sono fenomeni isolati, ma condividono spesso le stesse condizioni di vulnerabilità e possono presentarsi contemporaneamente. Si conferma quindi la necessità di interventi precoci e integrati che coinvolgano studenti, famiglie, scuola, servizi sanitari e ambienti digitali”.

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