Terremoto in Venezuela: Cesvi, un mese dopo 1 assistito su 3 è un minore. Oltre 18mila persone vivono ancora senza casa

A un mese dal devastante terremoto che il 24 giugno ha colpito il Venezuela, l’emergenza resta drammatica. Lo afferma oggi Cesvi, in un comunicato con il quale sottolinea che tra le persone raggiunte dalla fondazione umanitaria nelle prime settimane dell’intervento umanitario, circa una su tre è minorenne (il 35%). Un dato che evidenzia come siano proprio bambini e bambine o ragazzi e ragazze tra i più esposti agli effetti della crisi, aggravata negli ultimi giorni dall’arrivo delle piogge e dalle temperature elevate, che aumentano i rischi sanitari e rendono ancora più difficili le condizioni di chi vive in rifugi temporanei.
Il bilancio ufficiale parla di oltre 5.300 vittime, circa 16.740 feriti e 1,3 milioni di persone colpite, con oltre 50mila dispersi. Quasi 18.000 persone hanno perso la propria abitazione e vivono ancora in accampamenti predisposti dal governo o in sistemazioni di fortuna, mentre la terra continua a tremare: dal giorno del sisma sono state registrate 1.405 scosse di assestamento.
Gabriela, una bambina di 7 anni che vive in uno dei campi per sfollati, vuole mandare un messaggio al mondo: “Che aiutino il Venezuela – afferma – che mandino delle cose, perché ci sono tanti edifici che sono crollati e tante persone che sono morte o sono scomparse a causa di quello che è successo. Voglio dire che voglio bene a tutta la mia famiglia e a tutte le persone che hanno portato gli aiuti, così tutti hanno potuto cominciare a riprendersi”.
Al 20 luglio, Cesvi ha assistito 1.111 nuclei familiari, pari a 4.052 persone, e per il 99% di loro si è trattato del primo aiuto ricevuto dall’inizio dell’emergenza. Inoltre, quasi una famiglia su cinque (19%) tra quelle supportate comprende almeno una persona con disabilità. Nei primi dieci cicli di distribuzione, la fondazione ha consegnato 920 kit per rifugi d’emergenza, 497 kit per la dignità, 252 kit per l’igiene personale e 500 kit di assistenza alimentare, oltre a forniture collettive di tende, materassi, zanzariere e attrezzature per cucine comunitarie negli insediamenti provvisori. I kit sono stati progressivamente adattati all’evoluzione dell’emergenza e comprendono anche materiali per rinforzare le tende e proteggere le famiglie dalle piogge e dagli insetti.
“A un mese dal terremoto l’emergenza è ancora in corso. Anche se l’attenzione mediatica è scemata, questo non significa che l’emergenza sia finita, anzi, è proprio in questo momento che è importante garantire aiuto e supporto costante alle famiglie colpite, anche dal punto di vista psicosociale. Molte famiglie vivono in condizioni ancora estremamente precarie e i bisogni si evolvono giorno dopo giorno. Per questo è fondamentale poter garantire continuità agli interventi e raggiungere anche le comunità che non hanno ancora ricevuto alcun sostegno”, afferma Stefano Piziali, direttore generale di Cesvi.

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