Diritti infanzia: Roma, il ministro Casellati premiato da Telefono Azzurro

(Foto Telefono Azzurro)

Il presidente della Fondazione Sos Il Telefono Azzurro Ets, Ernesto Caffo, ha conferito ieri, 23 luglio, un riconoscimento al ministro per le Riforme istituzionali e la Semplificazione normativa, Maria Elisabetta Alberti Casellati, per il suo impegno a tutela dei diritti di bambini e adolescenti. La cerimonia si è svolta presso l’Ufficio del ministro a Roma.
Il premio è stato assegnato con la seguente motivazione: “Per il costante impegno al servizio delle istituzioni e per il determinante contributo alla promozione di una cultura della tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti. Con la sua autorevole attività ha sostenuto il rafforzamento delle garanzie a protezione dei minori, affermando il valore della legalità, della prevenzione e della responsabilità condivisa, e promuovendo un cambiamento culturale che riconosce alle istituzioni la responsabilità di valutare l’impatto delle proprie scelte sulle nuove generazioni”.
Il presidente Caffo ha sottolineato come la sensibilità del ministro Casellati verso i temi dell’infanzia rappresenti un esempio significativo di attenzione politica ai più fragili, capace di ispirare un più ampio impegno collettivo nella costruzione di una società a misura di bambino.
Il ministro Casellati ha ringraziato il presidente Caffo sottolineando il ruolo essenziale di Telefono Azzurro a sostegno di bambini e adolescenti: “È una realtà ormai insostituibile per il Paese, un nome che trasmette fiducia ed efficacia. Telefono Azzurro offre un aiuto concreto a chi rappresenta il futuro dell’Italia. La Vig, Valutazione di impatto generazionale, è ispirata dallo stesso principio: introduce l’obbligo di valutare preventivamente l’impatto delle norme sulle nuove generazioni. Non è un tecnicismo procedurale, ma un cambio di paradigma culturale. Il legislatore non potrà più pensare solo al presente, dovrà guardare al futuro. Con la riforma costituzionale del 2022, è stato inserito nella nostra Carta il riferimento alle ‘future generazioni’, un passaggio che non poteva rimanere un’aspirazione. Sono fiera di averlo tradotto in un vincolo concreto”.

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