“Io invece non ti dimenticherò mai… Siamo grati a Papa Leone per l’attenzione della mente e del cuore con cui segue gli anziani e, in particolare, per aver scelto proprio questa frase del profeta Isaia per il suo messaggio”: lo sottolinea Edoardo Patriarca, presidente nazionale dell’Associazione nazionale lavoratori anziani-Anla, nel rileggere il messaggio del Papa per la VI Giornata mondiale dei nonni e degli anziani che si celebrerà domenica 26 luglio, memoria liturgica della festa dei Santi Gioacchino e Anna. “Nella frase c’è un Io e un tu, cioè la base della dinamica della relazione, e nella prossimità fra Dio e uomo, che emerge dal fatto che Dio non si dimenticherà mai di ognuno di noi, rileviamo l’archetipo di ogni rapporto umano, rapporto vivo, reale, concreto”, continua il presidente di Anla.
Il non dimenticare è fare memoria e la memoria è alla base della costruzione dell’identità che si rivela nel riconoscimento reciproco. “Questa reciprocità, sempre necessaria in ogni fase della vita, diventa ancora più importante, essenziale direi, quando gli anni cominciano ad essere tanti e con essi i pensieri, i ricordi, gli insegnamenti ricevuti, la saggezza accumulata. Se nessun uomo è un’isola, se nessuno basta a sé stesso, ciò è tanto più vero per gli anziani che spesso vivono l’esperienza dell’abbandono, del lento declino, soprattutto del sentirsi messi da parte. Invece… perché anche questa parola c’è nella frase e non è secondaria… Invece è nella relazione che la persona mantiene la sua umanità, indipendentemente dalle circostanze, cioè dal passare degli anni – spiega Patriarca –, dopo l’Io, il profeta Isaia scrive invece… Come nel rapporto Dio-uomo, così in ogni rapporto ognuno di noi potrà fare la differenza non accettando l’omologazione, l’accettazione passiva di un sistema sociale che, richiama Papa Leone, spesso in nome del profitto ci induce scelte lontane dal nostro essere persona, come il sacrificio dei legami di prossimità a cominciare da quelli familiari”.
Fare memoria significa vivere la prossimità e il presidente di Anla ringrazia il Papa per l’invito rivolto ai più giovani a non dimenticare i propri anziani, ad andare da loro di persona, a superare l’isolamento digitale per vivere il contatto reale. Sottolinea Patriarca: “Come Associazione nazionale lavoratori anziani-Anla, desideriamo ringraziare Leone XIV per il richiamo al valore della relazione, ancor di più ora, in piena estate, quando troppi anziani rischiano di vivere il dramma della solitudine, vera malattia sociale. Nella domenica dedicata ai nonni di Gesù, desideriamo fare gli auguri alle nonne e ai nonni d’Italia. A loro Anla dedica da anni attenzione con la pubblicazione di un Rapporto che studia la relazione nonni–nipoti come paradigma del dialogo fra le generazioni, fucina di progresso nella costruzione del bene comune”. Patriarca dà appuntamento al 2 ottobre, a Firenze, per la presentazione del III Rapporto Anla dedicato ai nonni, dedicato questa volta al rapporto fra nonni e nipoti che si trovano in nazioni differenti.