Lotta ai tumori al seno: Roma, dal 7 al 10 maggio la Race For The Cure 2026. Franceschini (Gemelli), “diagnosi precoce e accesso a cure di qualità fanno la differenza”

“La prevenzione salva la vita e il tumore al seno, se diagnosticato precocemente, è sempre più curabile. La Race For The Cure non è solo una corsa, ma un momento collettivo per diffondere consapevolezza, combattere la paura e ricordare che la diagnosi precoce e l’accesso alle cure di qualità fanno la differenza”. Lo afferma Gianluca Franceschini, direttore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia senologica e del Centro integrato di Senologia della Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma, oltre che docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, parlando della Race For The Cure 2026, l’evento simbolo della Komen Italia e la più grande manifestazione per la lotta ai tumori del seno, in programma a Roma dal 7 al 10 maggio.
Socio fondatore della Komen Italia di cui attualmente è membro del Consiglio, Franceschini aggiunge: “In questi anni la Race For The Cure ha avuto un impatto enorme: ha contribuito a diffondere la cultura della prevenzione, a sostenere la ricerca e a finanziare progetti concreti per la salute delle donne”. Sono tre i “pilastri” della lotta al tumore al seno che evidenzia Franceschini: la prevenzione primaria, cioè l’adozione di uno stile di vita sano, la prevenzione secondaria, cioè lo svolgimento di controlli medici puntuali e mirati, e infine l’incoraggiamento alle donne impegnate in questa lotta. A quelle che stanno per iniziare un percorso terapeutico raccomanda: “Non siete sole. Oggi abbiamo terapie sempre più efficaci e percorsi personalizzati; affidarsi a centri specializzati e a team multidisciplinari è fondamentale: il percorso è impegnativo, ma concreto e affrontabile”. A quelle che stanno affrontando le terapie suggerisce: “State facendo qualcosa di straordinario: prendervi cura di voi stesse ogni giorno. È importante mantenere fiducia, condividere le difficoltà e lasciarsi supportare da medici, familiari e reti di sostegno”.

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