“Accogliamo con favore l’avvio del servizio AscoltaMi, un segnale importante che riconosce finalmente la centralità della salute mentale nelle nostre scuole. Tuttavia, come cooperativa impegnata quotidianamente sul fronte pedagogico e clinico, sentiamo l’urgenza di allargare lo sguardo”. Lo ha dichiarato Dafne Guida, presidente e direttrice generale di Stripes cooperativa sociale, per la quale “i dati riportati dalle fonti sono allarmanti: se oltre uno studente su due soffre di ansia o tristezza e quasi il 50% lamenta una stanchezza cronica, non possiamo pensare di rispondere a un malessere così sistemico solo attraverso interventi individuali e clinici”. Perciò, ha sottolineato Guida, “cinque colloqui da remoto, per quanto preziosi, rischiano di restare una risposta emergenziale a un problema che affonda le sue radici nella qualità del contesto educativo. È necessario passare dalla logica della delega allo psicologo a una logica di corresponsabilità pedagogica. Il benessere dello studente non dipende solo dall’assenza di sintomi, ma dalla capacità del sistema-scuola di essere inclusivo e di saper gestire lo svantaggio socio-culturale che spesso ostacola la partecipazione alla vita della comunità”. Per la presidente di Stripes, “allargare lo sguardo significa capire che l’educatore e il pedagogista devono lavorare fianco a fianco con lo psicologo. Se l’obiettivo è, come dichiarato dal Ministero e dal Cnop, il pieno sviluppo dei talenti, dobbiamo agire sulle dinamiche relazionali quotidiane. Non possiamo limitarci a curare le ferite una volta che si sono aperte; dobbiamo trasformare l’ambiente scolastico in un luogo che, per sua natura, generi benessere e prevenga il disagio”. Guida conclude: “Il benessere psicologico è una condizione essenziale, ma si costruisce con una progettualità pedagogica forte, capace di guardare oltre lo schermo di un computer e di abitare stabilmente le classi e i territori”.