Obesità: Ospedale Bambino Gesù, con il progetto “Resilient” una nuova strategia per riprogrammare il metabolismo

Contro sovrappeso e obesità non solo dieta e movimento, ma azioni mirate su cervello, abitudini e funzioni cognitive per riportare in equilibrio i meccanismi che regolano fame, sazietà e consumo energetico. È la nuova strategia indicata dal progetto “Resilient” dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù. Intervenire tra i 6 e gli 11 anni consente di “rimettere in carreggiata” le vie neurali del metabolismo e correggere la disfunzione metabolica in modo duraturo, in alcuni casi potenzialmente definitivo. Uno studio su 120 bambini, ricorda l’Ospedale in occasione della Giornata mondiale dell’obesità che ricorre il 4 marzo, dimostra che un percorso multidisciplinare di 5 mesi migliora peso, metabolismo, sonno e capacità cognitive, aprendo nuove prospettive nella lotta a una condizione che in Italia riguarda quasi un bambino su tre.
Il progetto di ricerca “Resilient” coordinato dal Bambino Gesù è stato finanziato dall’Ue con fondi Pnrr e realizzato in collaborazione con il Cnr di Pisa e con l’Ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno. Lo studio ha coinvolto un team multidisciplinare composto da endocrinologi, nutrizionisti, psicologi, neuropsicologi, chinesiologi, infermieri, biologi e biostatistici.
Tutti i bambini inclusi nello studio coordinato da Melania Manco dell’unità di ricerca di Medicina predittiva e preventiva e Deny Menghini, responsabile di Psicologia del Bambino Gesù, presentavano sovrappeso o obesità, condizioni che in età pediatrica non riguardano solo il peso corporeo ma si associano frequentemente a disturbi del sonno, difficoltà nella regolazione emotiva e comportamentale, riduzione della qualità di vita e fragilità cognitive, come alterazioni della memoria e dell’autoregolazione.
L’approccio terapeutico del progetto “Resilient”, della durata complessiva di 5 mesi, ha integrato educazione alimentare, attività fisica strutturata, promozione di corretti stili di vita e coinvolgimento attivo dei genitori. Nelle prime 8 settimane i bambini hanno partecipato a due o tre incontri settimanali online con nutrizionista, psicologo e chinesiologo (professionista dell’attività fisica), seguiti da una fase di consolidamento meno intensiva.
Un gruppo di bambini ha partecipato anche a un training cognitivo computerizzato, con esercizi adattivi per potenziare attenzione e memoria. Proprio questo elemento ha mostrato un beneficio aggiuntivo, in particolare sul sonno e sulle capacità di autoregolazione.
Il risultato di questo percorso, per l’intera popolazione pediatrica inclusa nel progetto, è stato un miglioramento generalizzato di tutte le variabili considerate nello studio: composizione corporea, peso, forza muscolare, metabolismo, controllo della fame, qualità del sonno, aspetti comportamentali e abilità cognitive.

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