Quasi 1.600 segnalazioni ricevute, 972 vittime riconosciute e risarcite, 9 milioni di euro complessivamente erogati. Sono i numeri del percorso avviato dalla Chiesa cattolica in Belgio trent’anni fa, con l’istituzione, nel 1997, dei primi punti di contatto per le segnalazioni di abusi in contesto pastorale. Il nuovo beleidsplan – il piano d’azione presentato a dicembre 2025 dalla coordinatrice nazionale Jessika Soors – pone le vittime al centro: sono state coinvolte nella sua elaborazione e avranno voce nella sua attuazione, anche attraverso gruppi di mutuo aiuto e accompagnamento spirituale. Sul fronte della prevenzione, ogni diocesi e ogni ente religioso disporrà di un coordinatore locale; tutti i collaboratori e i volontari seguiranno una formazione obbligatoria su integrità, traumi e riconoscimento dei segnali di abuso. È previsto anche un obbligo di segnalazione in caso di dipendenti coinvolti in indagini penali o condanne. Tra gli strumenti innovativi, la digitalizzazione del “celebret” – il documento che autorizza un sacerdote a celebrare la messa – garantirà che possano esercitare solo i preti senza segnalazioni o condanne. Una procedura per i whistleblower faciliterà la segnalazione di sospetti abusi da parte di testimoni, senza rischio di ritorsioni. Nel marzo 2024 Papa Francesco ha disposto la riduzione allo stato laicale dell’ex vescovo Roger Vangheluwe.