“Alla disperazione dell’ateismo il Padre risponde con il dono del Figlio Salvatore; dalla solitudine agnostica lo Spirito Santo ci riscatta offrendo una comunione eterna di vita e di grazia; davanti alla nostra debole fede, sta l’annuncio della risurrezione futura”. Così il Papa, durante l’Angelus di ieri, ha commentato l’episodio evangelico della Trasfigurazione del Signore, che “anticipa la luce della Pasqua, evento di morte e di risurrezione, di tenebra e di luce nuova che Cristo irradia su tutti i corpi flagellati dalla violenza, sui corpi crocifissi dal dolore, sui corpi abbandonati nella miseria”. “Mentre il male riduce la nostra carne a merce di scambio o a massa anonima, proprio questa stessa carne risplende della gloria di Dio”, ha spiegato Leone XIV: “Il Redentore trasfigura così le piaghe della storia, illuminando la nostra mente e il nostro cuore: la sua rivelazione è una sorpresa di salvezza”.