Riviste: Regno-Attualità, nel numero di febbraio l’insegnamento di religione a scuola e il Patto per l’ecumenismo italiano

L’insegnamento di religione a scuola e il Patto per l’ecumenismo italiano. Sono tra i temi trattati nel numero di febbraio di Regno-Attualità. Nel numero c’è il dossier “Per una convivialità delle differenze” sulla proposta di modifica dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole.
“Perché un insegnamento della religione in chiave interculturale, ecumenica e interreligiosa?”; “La possibile identità di un nuovo insegnamento della religione”; “Partire da quello che c’è”. La forma aperta dei titoli delle tre parti principali (e ancor più dei relativi sottotitoli, come “Per quali ragioni ricercare un modo diverso di insegnare religione?” o “Un insegnamento che educhi alla domanda religiosa/spirituale?”) dicono della natura di ricerca di questo progetto redatto da un “Gruppo per un nuovo insegnamento della religione a scuola”: un pool costituito per la maggior parte da insegnanti di religione, ospitato dall’Istituto di studi ecumenici “San Bernardino” di Venezia e sostenuto dalla Cei. Come commenta Piero Stefani, il documento “indica una prospettiva avanzata da tempo da altri soggetti: gettare le basi per un insegnamento pubblico, aconfessionale e obbligatorio della religione conforme alle esigenze della società odierna”; il suo centro risiede nella “argomentata individuazione della carenza culturale caratteristica dell’attuale assetto”.
Il numero di febbraio contiene anche un’intervista a mons. Derio Olivero sul I Simposio delle Chiese cristiane in Italia al quale hanno partecipato (ed è una notizia) sia un esponente della Chiesa ortodossa russa sia evangelicali e pentecostali e tutti hanno firmato il “Patto per l’ecumenismo italiano”. L’ecumenismo – ha detto mons. Olivero – è una scuola di dialogo: “Pertanto quelli che si occupano di ecumenismo oggi più che mai dovrebbero essere i trascinatori dello stile della Chiesa”, sia al suo interno sia all’esterno, verso quelli che il teologo Tomáš Halík ha definito i “cercatori spirituali”.

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