Diocesi: mons. Prastaro (Asti), messaggio per il Ramadan. “Dio renda le nostre comunità segni concreti di pace e fraternità”

“Cari fratelli e sorelle musulmani presenti nel territorio della diocesi di Asti, all’inizio del mese sacro di Ramadan desidero raggiunge ciascuno di voi con un messaggio di augurio, di fraterna amicizia e di vicinanza spirituale”. Lo scrive mons. Marco Prastaro, vescovo di Asti, per l’inizio del Ramadan. “Quest’anno, il Ramadan e la Quaresima cristiana iniziano lo stesso giorno. In questo inizio condiviso colgo una preziosa opportunità per camminare insieme nella fede, con lo sguardo rivolto all’Altissimo, affamati e assetati della sua misericordia”. Musulmani e cristiani, afferma il vescovo, “entriamo in un tempo di digiuno, preghiera e condivisione, consapevoli che non si tratta della semplice osservanza di prescrizioni rituali, ma di un cammino interiore che trasforma il cuore e plasma le azioni, guidandoci a operare per la giustizia e la dignità di tutti. Il digiuno, infatti, ci aiuta a riconoscere la nostra fragilità, a guardare con attenzione la sofferenza degli altri e ad accrescere la compassione, soprattutto verso i poveri e gli emarginati”.
“Digiuno, preghiera e carità orientano il cuore verso Dio. […] Nella contemplazione dell’Infinito, che tutto abbraccia e sostiene, siamo chiamati a coltivare nel nostro intimo l’ospitalità, facendo spazio a Dio e al prossimo dentro di noi. In un mondo ferito da conflitti e divisioni, l’ospitalità che ci testimoniamo accogliendo le nostre differenze è un’opera di pace: là dove si pratica il rispetto reciproco, dove il dialogo sostituisce il sospetto e dove la solidarietà diventa uno stile di vita, la pace cresce”. “In questo tempo santo – aggiunge Prastaro – desidero richiamare anche l’attenzione sui giovani delle nostre comunità. Essi non sono solo il nostro futuro, ma il nostro presente. Hanno energie, domande profonde, desiderio di senso e di giustizia. Accompagnarli, ascoltarli e valorizzare le loro risorse è una responsabilità condivisa. Se sapremo educarli alla fraternità, al rispetto e alla cura del creato – di cui siamo custodi – costruiremo una società più giusta e pacifica”. Infine: “Che il Ramadan e la Quaresima siano per tutti noi un’occasione di conversione, di riconciliazione e di speranza. Il Dio Misericordioso accompagni i vostri giorni di digiuno e di preghiera, doni serenità alle vostre famiglie e renda le nostre comunità segni concreti di pace e di fraternità”.

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