“Profondo dolore e ferma condanna” sono stati espressi da Caritas Italiana per l’attentato terroristico che ieri, 23 ottobre, ha colpito la chiesa greco-ortodossa di San Giorgio nel villaggio di Hammoud, nel governatorato di Karak, nel sud della Giordania. In una nota diffusa oggi, Caritas Italiana ha espresso vicinanza alle famiglie delle vittime, ai feriti, alla Chiesa locale e alla rete Caritas in Giordania, assicurando la preghiera per quanti sono stati colpiti dalla tragedia. L’organismo ecclesiale sottolinea che l’attacco “colpisce persone innocenti, vìola la sacralità di un luogo di culto e ferisce il diritto fondamentale di ogni essere umano alla vita, alla sicurezza e alla libertà religiosa”. Facendo proprie le parole del Patriarcato latino di Gerusalemme, Caritas richiama anche il valore della coesione del popolo giordano e della convivenza tra cristiani e musulmani, che da generazioni condividono una storia comune nel Paese. “La violenza – si legge nel testo – non colpisce soltanto chi ne è vittima diretta, ma mette alla prova i legami di fiducia, le relazioni tra le comunità e quella cultura dell’incontro che costituisce un patrimonio prezioso da custodire”. Di fronte a un gesto che “semina paura e cerca di alimentare divisioni”, Caritas Italiana invita a non cedere alla contrapposizione e alla diffidenza, ma a rafforzare i legami di fraternità, custodire gli spazi di dialogo e continuare a riconoscere la dignità di ogni persona, al di là dell’appartenenza religiosa o culturale. “Continuiamo a sentire nostro il compito di costruire relazioni, alimentare la fiducia reciproca e scegliere ogni giorno la strada della pace”, conclude la nota, indicando nella fraternità e nell’incontro la risposta più concreta alla violenza e al terrorismo.