“Condanniamo nel modo più fermo questo vile atto terroristico”. Con queste parole il Patriarcato latino di Gerusalemme ha stigmatizzato l’attacco che ha colpito la chiesa greco-ortodossa nella località di Hammoud, nel governatorato di Karak, in Giordania e che ha provocato almeno sei morti e decine di feriti. In un comunicato diffuso ieri sera, il Patriarcato esprime vicinanza ai familiari e preghiere per le vittime denunciando “la violazione della sacralità di un luogo di culto e del diritto fondamentale alla vita, alla sicurezza e alla libertà di professare il proprio culto con dignità”. Il messaggio richiama l’unità nazionale del Regno hashemita e ribadisce il proprio “orgoglio per il ruolo storico e nazionale della famiglia hashemita”, guidata dal re Abdullah II, nel promuovere “i valori della moderazione, della tolleranza, della dignità umana e della libertà religiosa”. La coesione tra musulmani e cristiani rappresenta “una salvaguardia vitale contro il terrorismo, l’estremismo e ogni tentativo di seminare divisione e discordia”. Il patriarcato latino esprime anche “pieno sostegno alle forze di sicurezza” impegnate nell’individuazione dei responsabili dell’attacco, e conclude ricordando che “l’amore e la fraternità restino più forti del terrorismo e dell’odio. I giordani, musulmani e cristiani, formano un’unica famiglia nazionale, unita da una storia condivisa e da un destino comune”.