“Il problema non sono gli immigrati. È la camorra, sono le mafie che continuano a divorare i territori, a rubare speranze”. Lo ha affermato il card. Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli, intervenendo oggi a Castel Volturno alla manifestazione nazionale contro i centri di permanenza per il rimpatrio. “A chi governa chiedo di fermarsi, di ascoltare questa terra, di rinunciare al progetto del Cpr di Castel Volturno e di assumersi la responsabilità di superare il sistema dei Cpr. Lo chiedo da prete, con il Vangelo aperto”, ha detto il cardinale. Il problema, ha proseguito, è “una società che trova le risorse per investire in armi e guerre, ma fatica a investire nella pace, nell’educazione, nell’integrazione e nel futuro delle persone”; sono i giovani senza lavoro, “il costo insostenibile della vita”, le famiglie per le quali “è diventato un lusso perfino comprare un pomodoro”. “È più facile indicare uno straniero da combattere che affrontare le disuguaglianze. È più facile costruire un recinto che aprire una scuola”, ha osservato l’arcivescovo: “Quando i poveri vengono messi gli uni contro gli altri, a vincere non sono i poveri. A vincere è l’ingiustizia”. A chi vive sul territorio e ha paura, il card. Battaglia ha assicurato che “la sua paura merita ascolto”, mettendo però in guardia: “Diffidiamo di chi ci offre qualcuno da temere al posto di qualcosa su cui poter contare”. Infine l’impegno: “Da domani dobbiamo dare un seguito concreto a questo no”.