Venezuela: vescovi, “il Paese ha bisogno di elezioni libere e trasparenti”. Allarme per povertà, scuola e sanità

(Foto Rubén Darío Castillo)

“Il Paese ha bisogno di elezioni libere e trasparenti, con un Consiglio nazionale elettorale imparziale e un Tribunale supremo di giustizia indipendente”. Lo chiedono i vescovi del Venezuela nell’esortazione pastorale diffusa oggi a Caracas al termine della 126ª Assemblea plenaria dell’episcopato, dal titolo “Signore, nella tua luce vediamo la luce” (Sal 36,10). Per i presuli il clima politico “continua ad aggravarsi”, tra polarizzazione, fragilità delle istituzioni e restrizione delle garanzie democratiche: occorre ripristinare la piena vigenza della Costituzione, assicurare il giusto processo, porre fine alle interdizioni dai pubblici uffici e rispettare i diritti politici di tutti. I vescovi denunciano “l’impoverimento generalizzato”, le violazioni dei diritti umani, la lentezza dei processi a carico dei prigionieri politici e la crisi “tragica e profonda” della scuola, con stipendi “miserrimi” per gli insegnanti, edifici fatiscenti e un alto tasso di abbandono. Sulla sanità ricordano che “la carità della Chiesa non sostituisce l’obbligo fondamentale dello Stato”. Pesano inoltre le retribuzioni ridotte a bonus, le pensioni “polverizzate” e la crisi del sistema elettrico, mentre, nonostante la “tutela economica”, i proventi del petrolio “non hanno avuto ricadute sul bene comune”. Tra i “segni di speranza”, la scarcerazione di prigionieri politici, “che deve proseguire perché nessuno resti in carcere per le proprie idee”, e una maggiore libertà di stampa.

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