“Sette persone massacrate semplicemente perché cristiane, mentre partecipavano a un funerale”. Affida ai social il suo dolore e la sua condanna padre Gabriel Romanelli, parroco della parrocchia della Sacra Famiglia di Gaza, all’indomani dell’attentato che ha colpito la chiesa greco-ortodossa di San Giorgio a Karak, nel sud della Giordania, provocando la morte di sette fedeli e il ferimento di oltre venti persone. Per il sacerdote si tratta di “un colpo durissimo” non solo per la comunità cristiana ma per l’intera società giordana, da sempre caratterizzata dalla convivenza tra musulmani e cristiani. Romanelli esprime vicinanza alla comunità greco-ortodossa: “Preghiamo per i familiari delle vittime e per i feriti”. “Di fronte a tutto questo, il nostro compito è continuare a pregare”, osserva. Il parroco esprime inoltre rammarico per lo scarso rilievo dato alla strage da parte dei media internazionali: “Sette persone sono state massacrate soltanto perché cristiane. Stavano pregando durante un funerale. Eppure questa tragedia sembra non avere ricevuto l’attenzione che meriterebbe”. Il sacerdote sottolinea però come “moltissimi musulmani, la grande maggioranza”, abbiano condannato con fermezza l’attentato. A Gaza, a mezzogiorno, le campane hanno suonato in memoria delle vittime. Infine l’invito a unirsi, questa sera alle 18 (ora locale), al rosario per la pace in Terra Santa: “Chiediamo che finisca questa terribile guerra e che i popoli della regione possano vivere un tempo di pace vera e giusta”.