“Quando Dio ha inviato suo Figlio nel mondo, Egli è venuto come un migrante dal cielo alla terra”: parte da qui la lettera pastorale firmata da tutti i vescovi cattolici dei Paesi nordici (Svezia, Norvegia, Danimarca, Finlandia e Islanda), pubblicata oggi, sabato 24 ottobre, che affronta il tema delle migrazioni da una prospettiva molto chiara: “La Terra è la nostra casa comune, dove ogni persona ha il diritto di trovare un posto in cui vivere”. Pur riconoscendo che i flussi migratori possono destabilizzare, i vescovi sottolineano il contributo fondamentale portato dai nuovi arrivati, sia sotto il profilo economico e sociale, sia spirituale. La lettera mette anche in guardia dai rischi dell’isolamento culturale e dagli eccessi dell’assimilazione forzata: “I migranti devono essere incoraggiati a integrarsi, ma non sottoposti a un’assimilazione forzata. Trovare questo equilibrio non è sempre facile, ma è vitale per il futuro dei nostri Paesi”. Nelle parole dei vescovi anche la preoccupazione per la deriva politica che sta portando a una chiusura generalizzata dei confini e alle espulsioni indiscriminate. Elemento cruciale diventano le parrocchie cattoliche dei Paesi nordici, un vero e proprio “laboratorio di integrazione”, dove persone di culture e lingue differenti imparano a convivere e a contribuire alla crescita della società civile: “Dobbiamo essere realistici riguardo ai nostri limiti, umani e materiali. Tuttavia, dobbiamo essere pronti a non respingere mai un fratello o una sorella sofferente che ci chiede aiuto”.