Germania: Thomas Kuhn, padre, vedovo, sacerdote. “Non è certo un percorso di vita ordinario quello che ho intrapreso”

Due uomini saranno ordinati sacerdoti nella cattedrale di Münster la domenica di Pentecoste. Uno è Thomas Kuhn: e sarà un momento che non rappresenta solo un evento spirituale memorabile per il 54enne, ma anche un passo molto personale. Sarà accompagnato dalle figlie gemelle di 32 anni e dal figlio di 30. “Non è certo un percorso di vita ordinario quello che ho intrapreso”, ha detto Kuhn, secondo l’ufficio stampa diocesano, aggiungendo con una risata: “Se qualcuno me l’avesse detto 30 anni fa, avrei pensato che fosse pazzo”. Già diacono, ha scelto di diventare sacerdote dopo la morte della moglie, nel 2016, per una grave malattia. Cresciuto a Dorsten, nel distretto di Recklinghausen, Kuhn si dedicò al lavoro giovanile con gli Scout. Dopo aver conseguito la laurea in ingegneria elettrica, intraprese la carriera di educatore. Era più appassionato di lavoro sociale che di attività manuali. Con la moglie Jutta e con i figli ha lavorato nella Caritas di Duisburg. Per oltre 20 anni, la famiglia accolse ripetutamente bambini con bisogni speciali. “Dovevamo sempre affrontare delle sorprese perché, a parte la loro infanzia difficile, non era chiaro cosa li avesse plasmati nella vita”, ricorda Kuhn. “Ma eravamo una squadra ben coordinata. Ognuno metteva a frutto i propri punti di forza, che ci sostenevano”. Nel 2012, Kuhn è stato ordinato diacono permanente con vocazione civile, anche riferito alla pastorale funebre. Poche settimane dopo la morte della moglie, Kuhn si ritirò in un monastero benedettino a Salisburgo, per elaborare il lutto. L’idea di diventare sacerdote non era nuova, ma ora era matura. “Ne parlai con i miei figli e con mia madre. Le loro reazioni mi sorpresero: lo avevano intuito. E mi sostennero”. Nel 2021, Kuhn si iscrisse al seminario Borromaeum di Münster. Dopo l’ordinazione, non vede l’ora di celebrare la sua prima messa a Dorsten. Le sue figlie canteranno nel coro ed è emozionato di vedere chi ci sarà in chiesa. “Sarà un mix eterogeneo”, dice sorridendo. Il suo primo santino reca una frase della Regola di San Benedetto: “Affinché Dio sia glorificato in ogni cosa”. Il fronte è decorato con un motivo del cero pasquale della parrocchia del 2012, disegnato da sua moglie Jutta.

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