Messico: il Governo riconosce l’omicidio di 15 candidati alle elezioni del 2 giugno

Di fronte all’esecuzione di numerosi candidati alle elezioni, molti stanno chiedendo protezione al Governo messicano. Lo ha rivelato ieri, come riporta l’agenzia Efe, la segretaria della Repubblica per la Sicurezza e Protezione di cittadini, Rosa Icela Rodríguez. Il Governo del Messico, infatti, ha riconosciuto l’omicidio di 15 candidati alle elezioni del 2 giugno, oltre ad aver ricevuto più di 100 richieste di candidati che chiedevano protezione contro il rischio di violenza. Delle vittime, solo due si erano già registrate come candidate ufficiali presso le autorità elettorali, cinque erano pre-candidate e otto erano richiedenti, cioè avevano solo espresso la loro intenzione di candidarsi, come precisato in una conferenza stampa Rodríguez. “Nel Governo del presidente Andrés Manuel López Obrador ci impegniamo a proteggere i candidati alle diverse posizioni elette dal popolo, per questo c’è un lavoro, un piano per proteggerli e per avere una presenza della Guardia nazionale nelle zone dove ci sono è un problema di insicurezza”, ha detto.
Si tratta del primo dato ufficiale di omicidi elettorali del governo del Messico, il cui conteggio è inferiore alle stime da organizzazioni indipendenti, come la società di consulenza Data Int, che conta 28 omicidi, mentre Data Cívica ne ha segnalati 10 nei primi due mesi del 2024 e 11 nella seconda metà del 2023.
La funzionaria dell’Esecutivo ha precisato: “Al 1° aprile abbiamo 108 richieste di protezione, 86 delle quali sono state accolte, 10 sono state respinte e 12 sono in fase di analisi dei rischi. Tra queste richieste, figurano i tre candidati alla Presidenza, sette candidati a governatore, 27 al Senato e 71 a deputati.

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