Incontro Cei sul Mediterraneo: card. Bassetti, “la questione dei migranti non è solo un problema di esodi”, serve “sinodalità”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

(da Bari) “Noi vescovi non possiamo vedere la questione dei migranti in maniera settorializzata, come se fosse solo un problema di ‘esodi’ che impoveriscono i nostri territori o di ‘arrivi’ che destabilizzano”. Lo ha detto il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, che ha dedicato l’ultima parte del suo discorso di apertura dell’incontro “Mediterraneo frontiera di pace”, che si concluderà domenica prossima con la messa presieduta dal Papa, ad uno dei temi più scottanti per i Paesi sulle sponde del Mare nostrum. “Per noi il povero che parte o che decide di restare, che arriva e che troppo spesso muore durante il viaggio o conosce sofferenze e ingiustizie indicibili è Cristo che emigra, resta, soffre, bussa alle nostre porte”, ha ricordato il cardinale, sottolineando che “la questione delle migrazioni non è la sola”: “C’è la questione della guerra, dell’iniquo sistema economico, la questione ecologica…”. Tutte, per la Cei, “vanno viste in maniera organica, da più punti di vista, altrimenti non è possibile individuare le strade adeguate per affrontarle”: “La Chiesa cattolica è una delle poche realtà unite nel Mediterraneo, e ha, per questo, una particolare responsabilità in un’area cosi divisa”. “Abbiamo la grazia di vivere in una nuova, coraggiosa, coerente e profetica fase di ricezione conciliare inaugurata dal ministero e dal magistero di Papa Francesco, che con l’invito alla conversione pastorale e missionaria ci spinge, tra le altre cose, ad una più intensa pratica della sinodalità che coinvolge il popolo di Dio nella sua infallibilitas in credendo”, ha concluso Bassetti: “Il nostro incontro fa proprio il metodo sinodale e vuole e essere a servizio delle dinamiche sinodali delle Chiese del Mediterraneo”.
“In questa città è stato vissuto uno storico incontro dei Patriarchi del Medio Oriente”, ha ricordato il cardinale – e “il Mediterraneo, da Lesbo, è luogo da cui si è alzato forte il grido ecumenico delle Chiese in favore dei diritti dei diseredati”. “La questione della cittadinanza è cruciale per tutte le chiese del Mediterraneo e per il benessere dei Paesi”, ha concluso il presidente della Cei: “È una questione che si pone in maniera nuova anche per i paesi di antica tradizione democratica con le sfide dell’accoglienza, dell’integrazione dei migranti, dello spazio pubblico reclamato da tutte le religioni, paesi che si ritrovano a fare i conti con la pericolosa tentazione a involuzioni identitarie che minano il fondamento dei diritti inviolabili della persona”.

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