Papa Francesco: Fratelli tutti, urge una “governance globale per le migrazioni”

Arrivare ad “una governance globale per le migrazioni”, anche per evitare una “sclerosi culturale” dei migranti. È l’auspicio del Papa, nel quarto capitolo di “Fratelli tutti”, dedicato interamente alla questione dei migranti, da “accogliere, promuovere, proteggere e integrare”, ribadisce Francesco. “Piena cittadinanza” e rinuncia “all’uso discriminatorio del termine minoranze”, l’indicazione per chi è arrivato già da tempo ed inserito nel tessuto sociale. “La cultura dei latini”, ad esempio, è “un fermento di valori e possibilità che può fare tanto bene agli Stati Uniti”. “L’aiuto reciproco tra Paesi in definitiva va a beneficio di tutti”, la tesi del Papa: lo “sviluppo solidale” di tutti i popoli “andrà a vantaggio di tutto il pianeta”. “La vera qualità dei diversi Paesi del mondo si misura da questa capacità di pensare non solo come Paese, ma anche come famiglia umana, e questo si dimostra specialmente nei periodi critici”, sottolinea Francesco: no ai “nazionalismi chiusi”, l’immigrato non è “un usurpatore”. “La fraternità universale e l’amicizia sociale all’interno di ogni società sono due poli inseparabili e coessenziali”, spiega il Papa: ci vuole “reciproca inclusione”, perché “nessun popolo, nessuna cultura o persona può ottenere tutto da sé”. La proposta concreta è quella di un “vicinato” da attuare non solo nel quartiere, ma “anche tra Paesi vicini”, superando paura e diffidenza: “Oggi nessuno Stato nazionale isolato è in grado di assicurare il bene comune della propria popolazione”.

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