Fratelli tutti: card. Parolin, anche ong di ispirazione cristiana si facciano “portavoce presso le organizzazioni internazionali”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Non so dire se le strutture multilaterali sono pronte ad accettare sfida del Papa. Io direi che all’interno delle strutture multilaterali c’è una certa sofferenza”. Lo ha detto il card. Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, rispondendo ad una domanda del direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, durante la conferenza stampa di presentazione dell’enciclica “Fratelli tutti”. “Si sente il limite di queste strutture, che forse rispondevano ad un mondo diverso e ad un’organizzazione diversa della comunità internazionale, e che oggi fanno fatica ad adattarsi ad un mondo che non è più bipolare ma multipolare, e dove si riscontrano fenomeni di populismo ed esclusivismo”. “Il terreno c’è, ed è un terreno fertile”, l’analisi di Parolin: “Il Papa dà un’indicazione molto concreta, spero possa essere ascoltato con attenzione e fatto proprio dalle strutture internazionali. È quello che ci auguriamo tutti, da parte dei cristiani ci deve essere questo impegno”. A questo proposito, il segretario di Stato ha citato l’importanza delle  nunziature apostoliche  e delle rappresentanze della Santa Sede presso le organizzazioni internazionali, che in occasione della Laudato sì “hanno fatto un grosso lavoro” che ha fatto sì’ che il messaggio dell’enciclica papale “è stato accettato, e ha suscitato tanto interesse e reazioni”.  “Speriamo che lo stesso succeda con questa enciclica”, l’auspicio, insieme all’appello alle organizzazioni non governative di ispirazione cristiana, affinché “possano farsi portavoce di questo messaggio presso le organizzazioni internazionali”. “L’enciclica del Papa richiede un impegno personale”, ha concluso Parolin, che ha citato Madre Teresa di Calcutta: “Il mondo cambia, e se si vuole cambiare il mondo si deve passare dal ‘si’ deve all’ ‘io’ devo”. La sfida, allora, è “fare proprio il contenuto di questa enciclica e cercare tradurlo prima di tutto nella nostra vita personale, nelle nostre relazioni vicine e lontane, in modo che mondo possa incamminarsi sulla strada della fraternità che è strada felicità e pace”.

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