Papa Francesco: Fratelli tutti, “siamo più soli che mai”, “non ci dimentichiamo degli anziani morti”

Il Covid-19, che ha fatto irruzione in maniera improvvisa nelle nostre vite, “ha messo in luce le nostre false sicurezze” e la nostra “incapacità di vivere insieme”. Lo denuncia, ancora una volta, il Papa, nella “Fratelli tutti”. “Che non sia stato l’ennesimo grave evento storico da cui non siamo stati capaci di imparare”, l’appello per il dopo-Covid: “Che non ci dimentichiamo degli anziani morti per mancanza di respiratori, in parte come effetto di sistemi sanitari smantellati anno dopo anno. Che un così grande dolore non sia inutile, che facciamo un salto verso un nuovo modo di vivere e scopriamo una volta per tutte che abbiamo bisogno e siamo debitori gli uni degli altri”. “Siamo più soli che mai in questo mondo massificato che privilegia gli interessi individuali e indebolisce la dimensione comunitaria dell’esistenza”, la constatazione di partenza: “L’avanzare di questo globalismo favorisce normalmente l’identità dei più forti che proteggono sé stessi, ma cerca di dissolvere le identità delle regioni più deboli e povere, rendendole più vulnerabili e dipendenti”. In tal modo, la politica “diventa sempre più fragile di fronte ai poteri economici transnazionali” e domina “una sorta di ‘decostruzionismo’, per cui la libertà umana pretende di costruire tutto a partire da zero”. Sono le “nuove forme di colonizzazione culturale”, per cui anche la politica diventa “scontro di interessi che ci pone tutti contro tutti, dove vincere viene ad essere sinonimo di distruggere” e i verbi dominanti diventano “esasperare, esacerbare e polarizzare”.

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