Francia: passanti accoltellati a Villejuif. L’uomo ha gridato “Allah Akbar”

Un uomo ha pugnalato “diverse persone” per una ragione ancora sconosciuta a Villejuif, nella periferia di Parigi, prima di essere colpito ed ucciso dalla polizia della brigata anti-crimine (Bac) nel parco degli Hautes-Bruyères. “Nel suo disegno omicida, l’aggressore ha tentato di attaccare altre vittime che sono riuscite a evitarlo. Sfortunatamente, ha raggiunto tre persone, una delle quali è deceduta”, ha dichiarato il procuratore di Créteil Laure Beccuau durante un incontro con la stampa locale. Presente anche il segretario di Stato per gli interni Laurent Nuñez che si è recato sul posto accompagnato dal prefetto di polizia di Parigi Didier Lallement. Secondo quanto riferito, al momento le indagini sono affidate alla questura di Créteil. Le autorità antiterrorismo non sono state formalmente coinvolte, ma alcuni rappresentanti si sono recati sulla scena del crimine. Testimoni hanno comunque riferito alla radio Rtl che l’aggressore indossava una djellaba, abito tradizionale del nord Africa, e che mentre colpiva avrebbe gridato “Allah Akbar”. Al momento il bilancio è di due morti, l’attentatore e un uomo di 56 anni che è deceduto in ospedale e due feriti gravi.

L’aggressore ha tentato la fuga verso un centro commerciale, ma la polizia gli ha sparato ed è morto. Gli inquirenti devono capire se si tratta di un caso isolato ad opera di uno squilibrato o se quanto accaduto è collegato all’uccisione del generale Soleimani in Iran e quindi al “risveglio” degli estremisti islamici conseguente ai fatti di Baghdad. Il ministro dell’Interno Christophe Castaner ha comunque elogiato le forze di sicurezza per “la reattività, il sangue freddo e la professionalità” con cui hanno gestito l’emergenza.

La città di Villejuif era sfuggita a un attacco terroristico nell’aprile 2015. Un giovane fondamentalista islamico fu arrestato a Parigi con un arsenale di armi da guerra. Il suo disegno omicida non andò a buon fine perchè l’uomo – conosciuto ai servizi di informazione per attività vicine all’Islam radicale e per la sua volontà di andare a combattere in Siria “progettava attentati contro una o due chiese” – si ferì mentre uccideva una donna, Aurelie Chatelain, 32 anni, ritrovata morta nella sua auto a Villejuif.  Il processo a carico dell’uomo (oggi 28enne e detenuto in stato di isolamento a Strasburgo) è per “omicidio e tentativo di omicidio in relazione ad una attività terroristica”. Con lui, secondo l’ordinanza di rinvio a giudizio, saranno processate altre 9 persone.

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