Honduras: card. Maradiaga (Tegucigalpa), “i migranti subiscono umiliazione sanguinante”

“Umiliazione sanguinante”. Così il card. Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga, arcivescovo di Tegucigalpa (Honduras) ha definito ciò che i tanti migranti devono sopportare. Un riferimento che riguarda, in particolare, moltissimi centroamericani e soprattutto honduregni, che cercano asilo negli Stati Uniti. Il porporato ha parlato in questo modo nel corso della messa di ringraziamento di fine anno, nell’ambito delle 40 ore di adorazione eucaristica vissute a Tegucigalpa.
Il card. Rodríguez si è scusato per chi non ha una casa e un lavoro, ha fatto riferimento ai conflitti in atto nel pianeta e in questo contesto ha denunciato la “tanto sanguinante umiliazione dei fratelli migranti, dei nostri connazionali, figli della Chiesa che in molti casi muoiono nel loro tentativo di cercare la felicità”. L’arcivescovo ha pregato anche per la pace sociale in Honduras.
Commenta Cristiano Morsolin, esperto di diritti umani in America Latina: “Il forte appello del card. Rodríguez Maradiaga, coordinatore del gruppo dei cardinali che accompagnano il governo collegiale di Papa Francesco, che chiede perdono per l’umiliazione sanguinante di milioni di migranti, oltraggiati, oppressi, senza casa, lavoro e dignità, si pone in sintonia con Papa Francesco e il suo messaggio per la pace nel mondo. Viene così ribadita l’importanza di seguire il cammino dell’opzione preferenziale dei poveri per una Chiesa povera, lungo i sentieri della ‘geopolitica della misericordia’, riconoscendo nei migranti un soggetto storico di accoglienza e liberazione, come ha sottolineato anche cardinale guatemalteco Alvaro Leonel Ramazzini, che è volato recentemente nel Tennessee, negli Usa, per denunciare le politiche discriminatorie contro i migranti centroamericani”.

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