La sfida dell’intelligenza artificiale, “come una dimensione antropologica su cui interrogarsi individuando valori umani condivisi, a partire dalla chiamata a dare un nome agli esseri viventi, e non ridurli a numeri e statistiche, allo sperimentare ed accettare il senso umano del limite, che l’IA tende a negare, a difendere la dignità del lavoro”. È uno dei temi odierni del Concistoro straordinario convocato dal Papa in Vaticano. Dopo la messa celebrata dal cardinale Re, alle 9.30 i porporati si sono radunati nell’Aula Paolo VI per la terza sessione del Concistoro, moderata dal card. Rugambwa. Papa Leone XIV ha guidato la preghiera dell’Adsumus ed poi tornato prima delle relazioni dei gruppi. La sessione è terminata alle 12.45 con la preghiera dell’Angelus, guidata dal Santo Padre. A tenere la relazione introduttiva, sul tema “Costruire nel bene: i cantieri del nostro tempo”, è stato il card. Brislin, poi i lavori di gruppo e il rientro in plenaria dopo la pausa, alle 11.30.
Molti interventi – ha reso noto la Sala Stampa della Santa Sede – si sono incentrati sul bene comune e sul ruolo della politica. “L’antidoto all’individualismo, alle fratture – è stato detto – è il Vangelo, una Chiesa che dia un senso di appartenenza, capace di lenire le ferite del nostro tempo, evitando forme di integralismo e di polarizzazione” per far sì che i cristiani non siano “spettatori di una rovina sociale, ma architetti saggi che ricostruiscono la città di tutti”. Di qui il valore della sinodalità, “come via di ascolto, di dialogo e di responsabilità ecclesiale”. Al termine delle relazioni, si è dato spazio agli interventi di alcuni cardinali in cui sono stati ripresi in termini più personali i temi della sessione. Altri hanno manifestato gratitudine al Papa per i suoi recenti viaggi apostolici e il suo impegno a favore della pace. La sessione è terminata alle 12.45 con la preghiera dell’Angelus, guidata dal Santo Padre.