Parlamento Ue: sovranità tecnologica. Virkkunen: “Tecnologia e geopolitica intrecciate. Chi guida l’innovazione plasmerà il futuro”

(Strasburgo) Il nuovo pacchetto sulla sovranità tecnologica sbarca al Parlamento europeo riunito in plenaria a Strasburgo per essere discusso dagli eurodeputati insieme alla Commissione. “La tecnologia e la geopolitica sono ormai intrecciate: chi guida l’innovazione plasmerà il futuro”, ha affermato la vicepresidente esecutiva della Commissione Henna Virkkunen, sottolineando che l’Europa deve essere in grado di “fare le proprie scelte” senza dipendere da attori dominanti. Il pacchetto presentato ufficialmente lo scorso 3 giugno punta su tre obiettivi principali: diffusione delle nuove tecnologie, rafforzamento delle catene di approvvigionamento e promozione di un modello europeo aperto ma sicuro. Al centro del dibattito che si è svolto in emiciclo, la necessità di ridurre le dipendenze strategiche da fornitori esterni e di consolidare la capacità europea nei settori chiave, dall’intelligenza artificiale ai semiconduttori. “La sovranità tecnologica non è protezionismo ma la capacità di essere più forti, resilienti e meno esposti a dipendenze critiche”, ha ribadito Virkkunen, mantenendo al contempo cooperazione con partner affidabili. Tra le misure, il Chips Act 2.0 per sostenere produzione e domanda interna di semiconduttori, e il Cloud and AI Development Act, che mira a triplicare la capacità dei data center europei in modo sostenibile e a sviluppare servizi di IA “sovrani”. Centrale anche il tema degli investimenti: l’Ue stima fino a 450 miliardi di euro in dieci anni e punta a mobilitare capitali privati anche attraverso una futura capacità di investimento in tecnologie avanzate a livello comunitario. I deputati, pur accogliendo positivamente l’iniziativa, chiedono garanzie su sicurezza dei dati, maggiore uso di soluzioni europee nelle amministrazioni pubbliche e misure più incisive sul lato della domanda.

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