“Esprimo anzitutto la mia gratitudine al Signore per il Viaggio apostolico che mi ha concesso di compiere in Spagna”. Così Papa Leone XIV dopo l’Angelus di ieri, in piazza San Pietro, ringraziando “il popolo spagnolo che mi ha accolto con grande entusiasmo e devozione” e, in modo speciale, il Re, i vescovi, le comunità visitate e l’intera Chiesa di Spagna. Leone XIV ha quindi ricordato i nuovi beati: i sacerdoti diocesani moravi Venceslao Drbola e Giovanni Bula, i salesiani polacchi Giovanni Świerc e otto compagni, tutti “vittime delle persecuzioni di regimi totalitari a motivo della loro fedeltà a Cristo”. Il Pontefice ha menzionato anche la beatificazione avvenuta sabato nel Mato Grosso, in Brasile, di Nazareno Lanciotti, “sacerdote romano missionario, anch’egli martire, perché in nome del Vangelo difendeva i più poveri”. “L’esempio e l’intercessione di questi coraggiosi testimoni – ha auspicato il Papa – sostengano la missione dei presbiteri e di tutta la Chiesa”.