Vescovo ucciso in Mozambico: i vescovi chiedono indagini “con rigore e rapidità”. “Tentativo di mettere a tacere la voce della fede, della giustizia e della pace”

(foto: pagina social Missionari della Consolata)

“Il sanguinoso assassinio di mons. Osório Citora Afonso è stato un tentativo di mettere a tacere la voce della fede, della giustizia e della pace; è un attentato contro la missione stessa della Chiesa”. Lo afferma la Conferenza episcopale del Mozambico in una nota firmata dal presidente, mons. Inácio Saure, arcivescovo di Nampula, dopo l’uccisione del vescovo di Quelimane e amministratore apostolico di Beira, avvenuta il 6 giugno nella sua residenza episcopale. I vescovi chiedono alle autorità di “chiarire con rigore e rapidità” le circostanze del delitto, individuando e perseguendo “gli autori morali e materiali”, avvertendo che “qualsiasi ritardo o omissione potrebbe essere interpretato come una forma di complicità con la violenza”. Nel documento l’episcopato condanna “con la massima vemenza” il “crimine abominevole” e denuncia la violenza come un attacco non solo alla persona del presule ma anche “a tutto il popolo di Dio”, all’unità nazionale e alla coscienza morale del Paese. Ricordando la vita di mons. Afonso, missionario della Consolata, segnata da “fedeltà, prossimità al popolo e instancabile dedizione alla comunità”, i vescovi affermano che la sua morte rappresenta una “Pasqua di sangue” che, sul modello di Cristo, diventa anche “Pasqua di Resurrezione e di Gloria”. I funerali saranno celebrati il 12 giugno nella cattedrale di Quelimane dal nunzio apostolico in Mozambico, mons. Luiz-Miguel Muñoz Cardaba. Il corpo sarà poi trasferito a Nampula, città natale del vescovo, dove il 13 giugno l’arcivescovo Saure presiederà una messa per i familiari. Intanto continuano ad arrivare da tutto il mondo messaggi di cordoglio e solidarietà.

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