“La società in cui viviamo è dominata dalla logica della prestazione e della competizione, per cui la forza è concepita come esibizione di potenza e tende a degenerare nella prevaricazione”. A denunciarlo è il Papa, nella lettera inviata al card. Kevin J. Farrell, prefetto del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, in occasione dell’incontro sulla pastorale degli anziani, che si svolge oggi a Roma, presso il Palazzo di San Calisto, sul tema “Un ponte verso il cielo. Il magistero della fragilità nel tempo della forza”. “Lo vediamo negli scenari internazionali, dove, tragicamente, la guerra è tornata ad essere uno strumento strategico diffuso”, scrive Leone XIV: “Ma ce ne accorgiamo anche osservando tra le pieghe ordinarie del vissuto, nel modo in cui ci rapportiamo gli uni agli altri. Sempre più, infatti, nella vita quotidiana, si riscontrano segni di una mentalità che confonde la forza con la prepotenza e la mitezza con la debolezza”. Di fronte a questi atteggiamenti, “la Chiesa continua a proporre il messaggio evangelico: quello che dice beati i miti e gli umili di cuore, e che promuove una pace disarmata e disarmante, riconoscendo in Dio il Padre di tutti e negli altri non dei nemici, ma dei fratelli”. Gli anziani, infatti, “nell’accettazione serena dei limiti legati al passare degli anni, senza nasconderli né vergognarsene, possono essere maestri di vita, capaci di mostrare a tutti – e specialmente ai giovani – che il valore di un’esistenza non si misura col metro dell’efficienza o dell’autosufficienza, ma in base alla capacità di amare e di lasciarsi amare, di donare e di ricevere”.