Oggi, venerdì 5 giugno, ricorre la Giornata mondiale dell’ambiente. “Una ricorrenza importante, per il pianeta e per noi, perché la salute è il riflesso più concreto, tangibile ed essenziale dell’impatto dei cambiamenti climatici sulla vita delle persone. In molti Paesi dell’Africa non è la sfida di un domani ipotetico: da tempo è già una realtà che osserviamo sul campo, nei villaggi isolati dalle alluvioni, nei centri di salute, negli ospedali e nelle comunità più fragili”, sottolinea Medici con l’Africa Cuamm, in occasione della Giornata.
“Lo vediamo in Mozambico, dove, a causa delle forti piogge e delle inondazioni dello scorso gennaio, nel distretto di Buzi il fiume ha travolto un ponte e l’accesso all’ospedale è diventato possibile solo in barca. In Etiopia, in South Omo e nella South West Shoa Zone, gli eventi estremi sempre più frequenti isolano intere comunità, moltiplicando i casi di malaria e malnutrizione”, spiega il Cuamm, ricordando che “l’effetto drammatico e a lungo termine di tutti questi fenomeni è l’amplificazione delle diseguaglianze. Per questo, insieme alle autorità locali, interveniamo per garantire la continuità dei servizi e ripristinare le attività interrotte. Forniamo carburante, noleggiamo imbarcazioni per raggiungere i villaggi, attiviamo cliniche mobili e distribuiamo pastiglie per potabilizzare l’acqua, facendo prevenzione sul campo”.
Attualmente, conclude il Cuamm, “l’Africa emette appena il 3-4% della CO₂ globale, ma ne subisce i danni maggiori. Non basta agire sull’emergenza: bisogna lavorare al fianco delle popolazioni per costruire un cambiamento concreto e un futuro più sicuro, che consenta di tutelare le persone più fragili anche di fronte alle calamità naturali”.