Assegno unico: Moroni ad assemblea Anfn, “genera un cortocircuito prché ai fini Isee viene classificato ‘impropriamente’ come reddito disponibile”

(Foto Anfn)

Dal 1° marzo 2022 l’assegno unico universale ha sostituito quasi tutte le altre prestazioni a sostegno della famiglia: le detrazioni per i figli a carico di età inferiore a 21 anni, il premio alla nascita, il bonus bebè, l’assegno per il nucleo familiare, gli assegni comunali per le famiglie con almeno tre figli minori. A quattro anni dalla sua istituzione, quale impatto ha avuto sulle famiglie (small o numerose)? Ne ha parlato a Misano Adriatico – dove ieri si è chiusa l’ assemblea nazionale dell’Associazione nazionale famiglie numerose-Anfn – Paolo Moroni, referente dell’unità politica di Anfn.
“L’assegno unico universale (Auu) – ha detto Moroni – ha modificato sostanzialmente l’intervento dello Stato a sostegno delle famiglie. Contiene diversi aspetti positivi: è corrisposto a tutti (compresi i lavoratori autonomi e le partite Iva); rappresenta una misura strutturale; è aggiornato ogni anno in base all’indice di inflazione. Infine, è un contributo ‘diretto’, non interviene sulle detrazioni di imposta, che possono essere usate per altre voci fino al limite della incapienza”.
Ma l’Auu presenta anche qualche evidente limite: “La determinazione del suo importo è collegato all’indicatore Isee, che noi continuiamo a ritenere strumento non idoneo a misurare le reali disponibilità economiche di una famiglia. Ancora: viene drasticamente ridotto al compimento del 18° anno di età dei figli, ma è proprio allora che i figli ‘costano’ di più ai genitori; cessa al compimento del 21esimo anno di età, anche quando i figli ancora studiano”.
Infine, “genera un cortocircuito. Ai fini Isee l’assegno unico universale viene classificato ‘impropriamente’ come reddito disponibile e pertanto partecipa alla determinazione del valore dell’indicatore della situazione reddituale. Ma così facendo il valore dell’indicatore sale e i benefici calcolati in base all’Isee (fatta eccezione per il calcolo dell’assegno unico stesso) rischiano di ‘saltare’. Sta qui il controsenso: poiché l’Auu è finanziato in buona parte dalla soppressione delle vecchie detrazioni Irpef per i figli a carico, quelle che un tempo erano detrazioni d’imposta sono diventate di fatto ‘reddito disponibile’ attestato da apposita Certificazione unica”.

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