Leone XIV: ai movimenti e nuove comunità, “il governo è un carisma, non può servire interessi personali o forme di potere”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Il governo ecclesiale è un dono particolare dello Spirito Santo” e “non può mai essere sfruttato per interessi personali o forme mondane di prestigio e di potere”. Lo ha detto Papa Leone XIV ricevendo oggi nell’Aula del Sinodo i moderatori delle associazioni di fedeli, dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità, riuniti su convocazione del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita per riflettere sul tema del governo di una comunità ecclesiale. Per il Papa, il governo è annoverato da san Paolo tra i carismi dello Spirito (cfr 1Cor 12,28) e, nella Chiesa, “ha in sé stesso un orientamento salvifico, cioè deve tendere al bene spirituale dei fedeli”. Leone XIV ha indicato tre conseguenze che derivano da questa natura carismatica del governo: dev’essere “per l’utilità di tutti”; non può essere “imposto dall’alto, ma dev’essere un dono riconoscibile nella comunità e liberamente accolto”; ed è sempre “soggetto al discernimento dei Pastori”. Il Pontefice ha quindi elencato le caratteristiche irrinunciabili di un buon governo ecclesiale: “l’ascolto reciproco, la corresponsabilità, la trasparenza, la vicinanza fraterna, il discernimento comunitario”. Ha inoltre ricordato che “un buon governo, invece di concentrare tutto su sé stesso, promuove la sussidiarietà e la partecipazione responsabile di tutti i membri della comunità”.

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