“Bisogna calibrare i bisogni delle persone con disabilità che richiedono l’accompagnamento ragionevole con le tutele già esistenti. Pensiamo alle aziende che applicano lo smart working per alcuni giorni alla settimana. Se una persona con disabilità o un suo caregiver, per determinate ragioni, ha bisogno di utilizzare questo strumento per far fronte alle proprie necessità, devono essere garantite ulteriori giornate di lavoro agile”. A spiegare le nuove disposizioni sul progetto di vita delle persone con disabilità è stata l’avvocato Maria Paola Giardina, componente del Centro studi giuridici e sociali di Anffas nazionale, durante la giornata formativa dedicata all’attuazione del decreto legislativo n. 62 del 2024, organizzata dal Servizio nazionale per la pastorale delle persone con disabilità, a Palazzo Chigi. L’iniziativa ha avuto lo scopo di fare luce sulla definizione della condizione di disabilità, sulla valutazione di base, sull’accomodamento ragionevole e sulla valutazione multidimensionale per l’elaborazione e l’attuazione del progetto di vita individuale. “Un progetto che deve essere calibrato sulla singola persona, in base ai suoi bisogni specifici, con le sue aspettative, i suoi desideri. Il progetto di vita deve essere partecipato, ovvero bisogna coinvolgere la persona nelle scelte”, spiega Giardina, sottolineando come il progetto possa essere presentato dalla persona con disabilità o da chi la rappresenta in qualsiasi momento.