Una visita che “onora il nostro Ateneo e consolida ulteriormente il legame della Sapienza con la Santa Sede e la comunità dei fedeli che nella persona del Pontefice trovano una salda guida spirituale e un riferimento pastorale, e più in generale con quanti riconoscono nel suo magistero un richiamo universale ai valori della dignità umana, della fraternità, della solidarietà e del rispetto tra i popoli”. È il saluto della rettrice dell’Università “La Sapienza” di Roma, Antonella Polimeni, al Papa, entrato nell’Aula magna dell’ateneo laico più grande d’Europa per tenere il suo discorso. “Una visita – ha proseguito la rettrice – che si svolge in un momento particolarmente delicato della nostra storia recente, mentre gli echi e le conseguenze delle guerre ci richiamano a riflessioni inevitabili su valori minacciati, umiliati e dimenticati, ma per noi imprescindibili: la libertà, la pace, la democrazia e la solidarietà”. “Eppure, come dice Agostino, ‘Nos sumus tempora: quales sumus, talia sunt tempora’ (Sermo 80, 8), invitando, in contesti altrettanto complicati come la fine dell’Impero romano d’Occidente, a non lamentarsi della cattiveria dei tempi, ma a migliorare sé stessi per renderli migliori”, ha proseguito Polimeni: “La sua presenza qui oggi, il suo impegno instancabile a favore dell’unità tra i popoli ci rincuorano, ci danno fiducia e ci spingono ad accrescere ulteriormente il già forte impegno della Sapienza per costruire percorsi di dialogo e condivisione”.